Gian Maria Lepscky, pittore veneziano

Quinto Vicentino (VI) 9 maggio - 7 giugno 2015

l'uomo, la natura, la fede, nella pittura di Gian Maria Lepscky

presso la Sede Comunale di Villa Thiene

Quinto Vicentino (VI)

Esposizione parallela dei cartoni degli affreschi di Lanzè e Resana nella chiesa ed a Villa Thiene.

Nel prestigioso circuito dell'annuale Festival Biblico vicentino, la comunità di Quinto Vicentino ha voluto celebrare il grande restauro della chiesa di Lanzè e dei suoi affreschi opera di G.M. Lepscky datati 1950.
La nuova mostra intitolata "l'uomo, la natura, la fede, nella pittura di Gian Maria Lepscky" ha modo di spaziare nella vasta produzione di arte sacra del pittore e di soffermarsi su alcuni dei temi a lui cari quali i ritratti, le vedute urbane, i paesaggi, le nature morte e l'innovativo periodo del secondo dopoguerra durante il quale la sua pittura si trasformò seguendo nuovi ed innovativi canoni estetici.
Per la prima volta saranno esposti i preziosi cartoni scampati all'acqua alta di Venezia del 1966 che furono creati dal Maestro per decorare le chiese di Lanzè e Resana. Inoltre rari bozzetti testimoniano la cura del suo lavoro che ha portato la sua operosa presenza in diversi luoghi sacri del territorio veneto e friulano.
Una panoramica quindi sinora unica e nuova dell'Arte di Lepscky che da Venezia si diffuse in Italia ed all'estero.

Inaugurazione h.18,00 presso la Sede Comunale di Villa Thiene a Quinto Vicentino (VI).

segue...

PRESENTAZIONE DI UN ARTISTA

L'artista viene così descritto da un arguto giornalista suo contemporaneo: "Di questo pittore che preferirebbe molto volentieri l'ombra del silenzio e dell'altrui noncuranza faremo quindi le presentazioni, in brevi parole, soltanto per un dovuto rispetto verso i signori forestieri: un cenno di barba che gli scherza burlescamente sul mento, un cappello a larghe tese che gli decora la solennità della fronte, un gesto largo che scolpisce il calore delle immagini sempre vive e pronte, due occhi illuminati da un sorriso pallido, sempre attratti dalla potenza delle cose lontane ed un passo lento che sembra seguire il ritmo di una musica interiore".
"Sei nato in Polonia?", gli chiesi una volta. "No, sono veneziano; soltanto mio nonno e gli avi antichi appartennero a quella lontana regione", mi rispose (1).
Un ritratto d'artista reso con simpatia, in cui le parti del ritrattista e del modello si invertono e che allude in modo palese alla notorietà di cui il pittore Gian Maria Lepscky godeva a Venezia, irrisa in tono scherzoso dalle diverse caricature che comparvero in riviste veneziane dell'epoca diffuse in ambito cittadino (2).
Nato a Venezia il 18 settembre 1897, Giovanni o Gian Maria - come il più delle volte egli stesso si firma – Lepscky è pressoché coetaneo di molti degli artisti della "Seconda generazione capesarina", i cosiddetti pittori di Palazzo Carminati, come Juti Ravenna, Armando Tonello, Marco Novati (di due anni più anziano) o come gli appena più giovani Eugenio Da Venezia, Mario Varagnolo, Fioravante Seibezzi.
Nel 1914 Lepscky è già iscritto all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove, l'anno successivo, consegue la licenza nel corso speciale di disegno. Studia con profitto e passione non solo nelle aule della Carità, in cui, probabilmente, "le regole pedantesche dell'Accademia mal s'addicevano all'esuberanza dello spirito" (3), ma pure dipingendo en plein air. Come possiamo dedurre da un articolo a lui dedicato da Giovanni Venni ne "L'Osservatore romano": "Tra gli allievi di Ettore Tito, grande maestro del colore, Gian Maria Lepscky, non ancora sedicenne lo vedevi per le «calli» abbozzare quadri e sulle «fondamenta» intento a sognare contorni e ad indovinare quelle luci di misteriosi riflessi che dona l'acqua dei canali e si studiano come «poesia» del bello in pittura. Studiava Lepscky con Ettore Tito (4) e con altri grandi all'Accademia e lo si vedeva sempre con la tavolozza e disegni, ognora in cerca di impressioni" (5).
I nomi consacrati della pittura veneziana del tempo (Tito, Fragiacomo, Ciardi, Laurenti, Milesi…), sono i maestri di riferimento per Lepscky come per molti giovani dell'Accademia, anche in virtù dei solidi agganci nazionali e internazionali che essi detengono, tra i quali figura quello a filo diretto con la Biennale. Si tratta di artisti peraltro che sono anche fautori di un approccio cautamente aperto, di mediazione tra la tradizione veneta e i fermenti innovatori italiani ed europei. In questo contesto, il giovane Lepscky sembra dunque guardare con vivo interesse a quell'impressionismo e a quel postimpressionismo che ha già conquistato alcuni dei migliori protagonisti della pittura non solo veneziana, passati attraverso l'esperienza delle mostre di Ca' Pesaro dell'Opera Bevilacqua La Masa (6). Segue in Biografia.

NOTA: Il Prof. Pierpaolo Luderin, critico e storico dell'arte così presenta Gian Maria Lepscky nel suo importante studio di ricostruzione e recupero della sua figura umana ed artistica pubblicato integralmente nel catalogo edito per la Mostra di Monselice 2011. I testi tratti da questo studio sono stati riportati in questo sito con il consenso dell'Autore, anche se a volte ridotti nell'ampiezza. Lo ringraziamo per il prezioso contributo.